FUMATORI NEL MIRINO: nuove tasse su tabacco, cartine e filtri

Non ci sono buone notizie per i fumatori: dal 2020 mantenere i propri vizi costerà di più.
A farne le spese non saranno soltanto i fumatori delle classiche sigarette bionde, ma anche gli amatori del drum, il tabacco con cui si arrotolano le sigarette fai da te.

Fortunatamente le misure drastiche sono state mitigate, il rincaro che si prospettava mesi fa si è ridotto da 0,005 centesimi a 0,0036 centesimi nella nuova Legge di Bilancio, perciò comprare un pacchetto da 32 cartine costerà 11 centesimi in più rispetto all’anno passato.

Per quanto riguarda le sigarette tradizionali parliamo di un aumento pari a 5 euro al chilo dell’accisa minima sui tabacchi lavorati, a cui si aggiunge l’onere fiscale minimo del 96,22%.
A completare il quadro sono previste anche nuove aliquote su tutte le tipologie di tabacco lavorato:

  • sigari 23,5%
  • sigaretti 24%
  • sigarette 59,8%
  • tabacco trinciato 59%
  • altri tabacchi da fumo 56,5%
  • tabacco da mastico 25,28%

Secondo la normativa l’imposta

è dovuta dal produttore o fornitore nazionale o dal rappresentante fiscale del produttore o fornitore estero all’atto della cessione dei prodotti alle rivendite.

I tabaccai probabilmente dovranno maggiorare il costo dei prodotti a scapito del cliente finale.

Si stima che l’inasprimento delle tasse genererà un gettito complessivo di circa

107.366.000‬

milioni di euro!

Stupisce che l’aumento delle accise sulle sigarette non colpirà i prodotti innovativi come sigarette elettroniche e tabacco riscaldato, che inizialmente erano sembrati i bersagli primari.

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