Cannabidiolo: da legale a stupefacente!

Dal prossimo 30 ottobre, l’olio di cannabidiolo o CBD diventerà ufficialmente una sostanza stupefacente, quindi gli oli in commercio saranno da considerarsi illegali.
Un decreto varato dal ministro Speranza che è passato quasi inosservato, causa Covid-19, ma che avrà ripercussioni serissime su un settore che val circa 150 milioni di euro!

Cos’è il CBD o cannabidiolo?

A differenza del THC, il principio attivo responsabile dell’effetto psicotropo, il CBD provoca esiti rilassanti, antinfiammatori e antidolorifici e viene utilizzato per il trattamento di diverse patologie.
Per questo l’OMS ha a lungo raccomandato all’Italia di non inserirlo nella lista degli stupefacenti.

Perché il CBD diventa illegale?

L’Agenzia italiana del Farmaco (AIFA) ha ricevuto una richiesta di autorizzazione per la commercializzazione di un farmaco a base di cannabidiolo (Epidyolex®) da usare come cura compassionevole per i pazienti in trattamento con sindrome di Dravet e sindrome di Lennox-Gastaut.
Il passaggio nella categoria di farmaco si è quindi reso necessario per poter ammettere un farmaco in fase sperimentale, già approvato dall’EMA (European Medicines Agency) nel 2018.

Crisi del mercato della Canapa Light

I negozi e gli shop online che vendono prodotti a base di CBD non potranno più farlo, perché sprovvisti di apposita licenza per la vendita di farmaci.
Dovrebbero trasformarsi in farmacie per poter continuare la vendita del cannabidiolo, e forse potrebbero darlo solo come cura compassionevole.

In questo modo si toglie il mercato alle aziende italiane per metterlo in mano a pochissime case farmaceutiche, nonostante l’olio di Cbd non sia un prodotto da considerarsi psicotropo, come sottolinea l’Oms.

Spiega a Wired Luca Fiorentino, fondatore di Cannabidiol Distribution, una delle maggiori aziende italiane nel settore della cannabis light.
La decisione ha incontrato la contrarietà dell’intergruppo parlamentare per la cannabis legale, che conta oltre 70 parlamentari di vari partiti politici compreso Leu, quello del ministro Speranza.

Il provvedimento potrebbe segnare anche la fine del commercio delle infiorescenze di canapa light, perché contenenti CBD, con conseguenze disastrose sul futuro di chi si è imbarcato in questo business.

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